BRASILE

Il Brasile più che una nazione è un continente, il suo territorio è più vasto di quello degli Stati Uniti e da un capo all’altro del paese è come andare da Londra a Mosca e la distanza tra il nord e il sud è circa la stessa distanza che c’è tra Los Angeles e New York!

Il Brasile, ad eccetto delle grandi catene montuose, dispone della varietà paesaggistica e culturale che ci si può aspettare da un paese cosi vasto.

Due terzi della popolazione brasiliana vive lungo i 7.000 km di coste o nelle immediate vicinanze ed oltre la metà vive nelle città. Rio de Janeiro e San Paolo sono due delle maggiori megalopoli della terra oltre ad avere una decina di altre città sopra il milione di abitanti.

Il Brasile, nonostante sia lo stato più esteso ed importante del Sudamerica, è un paese a parte, come lo è del resto la sua popolazione, non solamente per il fatto che qui si parla il portoghese differentemente dal resto della America Latina dove si parla lo spagnolo, ma soprattutto perché i brasiliani hanno un aspetto fisico diverso essendo una delle popolazioni etnicamente più composite del pianeta. Infatti nell’estremo sud gli immigrati italiani e tedeschi hanno lasciato in eredità specifici tratti somatici europei. San Paolo invece vanta la più grande comunità nipponica fuori dal Giappone. Lo stato di Bahia è definito l’afro Brasile poiché c’è un’altissima percentuale di neri che si trovano in grande numero anche nelle città di Rio de Janeiro e São Luis. In Amazzonia , nell’entroterra nord-orientale e nel sud dello stato di Bahia è maggiormente visibile il vero popolo originario di queste terre, ovvero la popolazione india.

Questa è una terra di profonde contraddizioni economiche, infatti la rapida industrializzazione del dopoguerra ha collocato l’ economia brasialiana tra le prime dieci economie mondiali, anche se questo non ha significato necessariamente il miglioramento delle condizioni di vita della stragrande maggioranza della popolazione.

Solo negli ultimi anni (coincidenti ai governi dell’ex-presidente Lula) si sta formando una classe media che pian piano sta uscendo dalla povertà.

Ancora oggi molte città, in testa Rio, San Paolo e Salvador, sono costellate di favelas, enormi baraccopoli ammassate e a ridosso dei grattacieli più moderni, creando uno dei contrasti sociali e visuali più stridenti che esistano. Oltre a ciò bisogna rimarcare le grandi differenze regionali, un po’ come avviene in Italia tra Nord e Sud, dove il sud “europeo” e bianco è quello ricco e prospero e dove il nord è ancora il fanalino di coda dell’economia brasiliana. Nonostante questa sia una semplificazione è comunque reale il fatto che andando verso nord il livello di sviluppo economico, sociale e culturale diminuisce.

Il Brasile è il motore industriale dell’economia sudamericana ma ha ancora fortissimi contrasti e non riesce ad istruire adeguatamente la propria popolazione, non mettendo la cultura ai primissimi posti delle sue priorità presenti e future.

Questo paese dispone di risorse naturali enormi ma fino ad oggi i benefici di ciò sono ricaduti nelle mani di una ristretta elite. Questa situazione è in parte da attribuire al Fondo Monetario Internazionale e all’avidità delle banche ma, soprattutto, è dovuta dalla dilagante corruzione istituzionalizzata nonché dalla riluttanza, dell’attuale ampia classe media e medio-alta, a mettere in gioco il proprio confortevole stile di vita.

Nonostante ciò il popolo brasiliano non si lascia influenzare troppo negativamente da questa situazione avendo una capacità di godersi la vita e di divertirsi unica al mondo. Basti pensare al carnevale, alla samba (e alla musica in generale) e al calcio.

La gioiosità di questo popolo, che alla domanda “come va?” risponde sempre con un “gioia, beleza, tudo bom, maravilha”, lo si vede anche nella estesa cultura balneare e di conseguenza nell’importanza fondamentale data al proprio corpo. Infine la cordialità autentica e sincera della gente è incredibilmente contagiosa.

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